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talidomideRICONOSCIMENTO DELL’INDENNIZZO AI SOGGETTI AFFETTI DA SINDROME DA TALIDOMIDE (LEGGE 244)

La legge 24 dicembre 2007, n. 244, integrata dal decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 2009, n. 14, prevede l'erogazione, da parte dello Stato, ell'indennizzo di cui all'art. 1 della legge 29 ottobre 2005, n. 229, a favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e micromelia, nati dal 1959 al 1965.

L'indennizzo consiste in un assegno mensile vitalizio, di importo pari a sei volte la somma corrispondente ad un importo base di riferimento, determinato in analogia a quanto previsto per i soggetti danneggiati da vaccinazione obbligatoria, ai sensi dell'articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, per le categorie dalla prima alla quarta, a cinque volte per le categorie quinta e sesta, e a quattro volte per le categorie settima e ottava della tabella A, annessa al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni.

L'indennizzo di cui al comma 1 decorre dalla data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244. La norma prevede che l’indennizzo venga erogato al 100%al danneggiato nel caso in cui non goda di assistenza prevalente e continuativa da parte di congiunti; in caso contrario il 50% dell’indennizzo viene erogato a chi presta assistenza; se l’assistenza viene prestata da più congiunti, il 50% dell’indennizzo viene suddiviso.

 

imagesRIVALUTAZIONE INDENNIZZO LEGGE 210/92: ANCHE IL TRIBUNALE DI FROSINONE CONDANNA IL MINISTERO DELLA SALUTE

In seguito alla sentenza n. 292/2011 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 11, commi 13 e 14, del decreto legge 78/2010, norme con le quali il Governo aveva stabilito che l’indennizzo ex Legge 210/92 non deve essere rivalutato per intero, le corti di merito si stanno adeguando a tale pronuncia statuendo che l’indennizzo ex Legge 210/92 va rivalutato per intero. Anche il Tribunale di Frosinone, sez. Lavoro, nella recentissima sentenza n. 1391/12 del 10.10.2012 ha riconosciuto “il diritto del ricorrente “omissis” alla rivalutazione della indennità integrativa speciale prevista dall’art. 2 comma 2 legge 210/92 sulla base del tasso di inflazione annuale programmato” .

Un’altra importante vittoria di DIRITTILESI che, a mezzo dell’Avv. Massimiliano Gallone, ha ottenuto innanzi al Tribunale di Frosinone, sez. lavoro, una pronuncia, sentenza n. 1391/2012, con la quale il Tribunale, adeguandosi alla sentenza della Consulta ha condannato il Ministero della Salute a rivalutare per intero l’indennizzo previsto dalla Legge 210/92.

 


Divorzio-e-risarcimentoVIOLAZIONE DI OBBLIGHI NASCENTI DAL MATRIMONIO: ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE E RISARCIMENTO DEL DANNO

La violazione di obblighi nascenti dal matrimonio costituisce, da un lato, causa di intollerabilità della convivenza, giustificando la pronuncia di addebito, dall'altro, dà luogo ad un comportamento (doloso o colposo) che, incidendo su beni essenziali della vita, produce un danno ingiusto, con conseguente risarcimento, secondo lo schema generale della responsabilità civile. Pertanto, possono coesistere pronuncia di addebito e risarcimento del danno, considerati i presupposti, i caratteri, le finalità, radicalmente differenti. Ciò è quanto ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 8862/2012.

 

divorzio-285x265DIVORZIO ED INDENNITA' DI FINE RAPPORTO (T.F.R.)

L'art. 12 bis l. n. 898/70, che prevede l'attribuzione al coniuge al quale sia stato riconosciuto l'assegno ex art. 5 l. stessa e non sia passato a nuove nozze il diritto ad una quota dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge, anche se l'indennità viene a maturare dopo la sentenza, deve essere interpretato nel senso che il diritto alla quota sorge quando l'indennità sia maturata al momento o dopo la proposizione della domanda di divorzio (con conseguente insussistenza del diritto unicamente se l'indennità matura anteriormente a tale momento) e, quindi, anche prima della sentenza di divorzio, senza che rilevi che a tale momento l'assegno divorzile sia stato già liquidato e sia già dovuto.

 

sangue infettoRESPONSABILITA' STRUTTURA SANITARIA PER TRASFUSIONE SANGUE NON NECESSARIA

Configura grave inadempimento contrattuale del medico per condotta commissiva ed omissiva, imputabile anche alla struttura sanitaria ai sensi dell'art. 1228 c.c., l'esecuzione di una trasfusione non necessaria e non testata per il virus dell'epatite B. La morte del paziente contagiato dall'HIV, anche qualora non fosse disponibile un test rivelatore del virus, è conseguenza della scelta del medico di praticare la trasfusione in violazione delle "leges artis" e della normativa vigente, non avvalendosi di strutture esterne (se non disponibili presso la casa di cura strumentazioni adeguate).

 

 

contratto a tempo determinato

NULLITA' DEI CONTRATTI A TERMINE NEL PUBBLICO IMPIEGO

Negli ultimi anni la stipula, da parte dell’Amministrazione Pubblica, di contratti di lavoro a tempo determinato si è risolta in un mero escamotage adottato per evitare la stabilizzazione del rapporto di lavoro.  Infatti il ricorso ai contratti a tempo determinato sarebbe giustificato solamente “….a fronte di ragione di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo” .Il ricorso sistematico al contratto a tempo determinato con una sequenza reiterata e non giustificata deve pertanto ritenersi illegittimo.

 

rivalutazione legge 210 92RIVALUTAZIONE INDENNIZZO LEGGE 210/92: IL TRIBUNALE DI VERCELLI CONDANNA IL MINISTERO DELLA SALUTE

In seguito alla sentenza n. 292/2011 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 11, commi 13 e 14, del decreto legge 78/2010: norme con le quali il Governo aveva stabilito che l’indennizzo ex lege 210/92 non deve essere rivalutato per intero. A questo punto l’unica interpretazione costituzionalmente legittima dell’art. 2 co. 2 della legge 210/92 è quella che prevede la rivalutazione di entrambe le componenti dell’indennizzo. Questo principio si può tranquillamente desumere in via interpretativa dalla motivazione della sentenza, nella quale tra l’altro la Consulta rileva come l’indennizzo, se non rivalutato, verrebbe progressivamente eroso dall’inflazione, con la conseguente lesione del nucleo essenziale della garanzia.

La stessa Corte Suprema di Cassazione Sezione Lavoro, con ordinanza n. 29080 del 27 dicembre 2011, preso atto della sentenza con la quale la Consulta ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 11 commi 13 e 14 del decreto legge 78/2010, ha stabilito che l’indennizzo ex lege 210/92 deve essere rivalutato per intero.

Altra importante vittoria di DIRITTILESI che, a mezzo dell’Avv. Massimiliano Gallone, ha ottenuto innanzi al Tribunale di Vercelli, sez. lavoro, una pronuncia, sentenza n. 269/2012, con la quale il Tribunale, adeguandosi alla sentenza della Consulta ha condannato il Ministero della Salute a rivalutare per intero l’indennizzo previsto dalla Legge 210/92.

 
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